Gregorio Bardini
"Eurasia"
Rockerilla N°182
Ottobre 1995L'ultima volta che ricordo d'aver letto la firma di Gregorio Bardini su cover di vinile fu qualcosa come sei, sette anni orsono (salvo la sua recente apparizione nellalbum dei Parts), ai tempi dellultimo indimenticabile LP dei Kino Glaz "Al passo con larcangelo" (progetto collaterale dei T.A.C. nelle cui file lautore militò per alcuni anni), un capolavoro sfuggito allattenzione dei più e che a maggior ragione meriterebbe di essere riportato alla luce con unoperazione di ristampa. Così sulla lunga distanza da quellepisodio il musicista di Mantova rientra inaspettatamente sulla scena per licenziare la sua opera prima in veste solistica, un album-CD dal titolo quantomeno accattivante di "Eurasia". Si tratta di un lavoro che rappresenta la summa delle esperienze e delle ricerche sciamanico-musicali svolte da Bardini in seno alle culture dei popoli appartenenti a questarea geografica (la sua tesi di laurea di prossima pubblicazione verteva appunto su tale argomento), interpretando di esse lafflato primigenio, lo spirito delle più antiche e profonde radici cui queste civiltà appartengono. Il talento del compositore trova riscontro immediato in quattordici suites strumentali tessute come tanti rituali esoterico-divinatori dal magico suono del flauto (strumento che ricorre nelle sue rispettive colorazioni etniche) e dai rumori della natura. Lidea del sacro ancestrale aleggia costante tra queste sonorità percepite e riunite da Bardini come frammenti di un universo carico di valenze simboliche su cui redigere gli auspici dun imperio mitico-spirituale ispirato e rivolto verso lalto, i principi di unalleanza fra i popoli basata sul reciproco rispetto e unideale comune: nel nome delle proprie divine origini.
Aldo Chimenti