Gregorio Bardini "Arx"
Rockerilla N°230
Ottobre 1999Se qualcuno vi dice che Gregorio Bardini uno dei più grandi flautisti della scena contemporanea dovete credergli. Ad ulteriore conferma arriva "Arx", il nuovo capitolo lungo del suo progetto solista che alterna fra un impegno e laltro (di prossima uscita è latteso lavoro di collaborazione con Tony Wakeford). Studioso di musica antica e profondo cultore delle dottrine sciamanico-musicali in Eurasia (il tema su cui verteva il suo precedente disco e il libro pubblicato un paio di anni fa) Bardini ha maturato una visione tutta spirituale della musica, alla maniera di un teurgo che attraverso di essa abbia raggiunto la luce astrale dellispirazione, le vette della conoscenza cosmica. In tutta la sua opera (dai T.A.C. ai Kino Glaz a Terre di Mezzo) gli insegnamenti iniziatici tradizionali hanno sempre giocato un ruolo fondamentale nelle scelte espressive da egli abbracciate di volta in volta, prerogativa mantenuta anche in questa prova il cui titolo Arx, rimanda già subito allidea di Ars Regia, ad una forma magica di intendere larte dei suoni, come se fosse tessuta di codici alchemici che mostrano il senso delle cose in una luce più vera ed autentica. Ed è così che danze dal sapore arcaico quali Pico e Teschio Cabirico risuonano di un linguaggio sovraispirato e unenergia vitale senza tempo, o che i climi ambient nelle suites per flauto di Arx, Ararat e Pelasgi propiziano istanti di potenza interiore,. Proprio come farebbe un canto liturgico che reca con sé solari messaggi di trascendenza. Un album che è il frutto di un orizzonte artistico-musicale straordinario fra scienza esoterica, storia e mitologia, un modo intelligente per far capire chi siamo e da dove arriviamo.
Aldo Chimenti