Paolo Longo Vaschetto
"...il vento soffia i tuoi occhi lontano"

Bad Alchemy - (Germania)
Numero 35

(traduzione dal tedesco)                                   

Paolo Longo Vaschetto, multi-strumentista, ha annotato i suoi "Appunti di viaggio" nel periodo che va dal '94 al '97 intitolandoli "...il vento soffia i tuoi occhi lontano" (AXCP02G0) lavoro che ci riporta alla mente Luigi Nono.
Utilizzando la tecnica della registrazione multitraccia  su nastro magnetico, miscela sonorità di piano, saxofono, flauto, chitarra, percussioni, registrazioni ambientali ecc. riuscendo ad ottenere suoni e atmosfere innovativi. Sembra quasi avere la stessa anima e il mite esotismo dei lavori che Thierry David & Co. hanno prodotto per la K-Vox Records.
Nell’idilliaca immagine della natura dei tramonti dorati nella pianura padana prima che ci fossero inquinamento, turisti e zanzare quando tutto era più puro ed incontaminato, ci regala, al fuoco di un camino, relax e conforto grazie alle dolci armonie ed ad una melodia che scava nell’intimo. E’ molto di più del verdetto della natura di Hans Henny Jahnns “E’ quello che è, ed è spaventoso” dei richiami di Brecht al “contrario dell’idillio” con il "diniego di deliziarsi in tale bellezza". Indipendente da un rigorismo stilistico e difficilmente collocabile come genere, riporta alla mente le pagine che Kitsch, la New Age e le produzioni di quel genere hanno scritto sulla bellezza. Perché però, sotto un tocco di mani leste, un vero senso di bellezza inculcato in noi non vuole tacere?... è proprio questo il senso di bellezza a cui Paolo Longo Vaschetto si appella; a me resta una grande rabbia nei confronti di tutti i parassiti responsabili di ciò che è "... più che spaventoso".

                                                                                                                                                        Rigobert Dittmann