La figura di Komitas (1869-1935) e' nota agli armeni di tutto il mondo, tanto d'essere divenuta, presso questo popolo, una sorta d'icona. Una figura di musicista, ma anche d'uomo, che merita d'essere conosciuta anche al di fuori del mondo armeno.
La sua vita, con il suo doloroso e lunghissimo epilogo testimoniano il dramma e le atrocita' subite dagli armeni ad opera dei turchi, durante il genocidio (1915-1917).L'esperienza diretta della deportazione provoco'in lui un dolore tale che lo condusse alla malattia mentale, al silenzio e al rifiuto della musica. Sino a crollo psichico, padre Komitas era una vera e propria celebrita'a livello internazionale. Questo monaco e sacerdote, dopo una difficile infanzia, intraprese una brillantissima carriera di musicista e musicologo: fu cantore, direttore e fondatore di cori di musica sacra e profana, compositore, strumentista, etnomusicologo, paleografo musicale e riformatore della liturgia musicale della Chiesa armena
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R E C E N S I O N I

 

 

Gregorio Bardini, che in questo cd presenta 35 trascrizioni per flauto di brani vocali raccolti dal grande musicista armeno, sta ultimando un libro di prossima pubblicazione che ripercorre i momenti salienti della vita di Komitas: l'infanzia, gli anni del seminario, l'importante formazione musicologica ricevuta durante la sua permanenza a Berlino, l'esperienza parigina,dove fu stimato dai piu'importanti musicisti dell'epoca (tra i quali Claude Debussy), sino agli anni della maturita'e al successo dopo il suo trasferimento a Costantinopoli.
L'autore, oltre alla parte biografica, analizza e descrive dettagliatamente l'opera etnomusicologica di Komitas Vardapet ed il suo lavoro di ricerca sul campo, paragonabile a quello pionieristico di Bela Bartók nei confronti della musica popolare ungherese. Il libro tratta inoltre di tutte le altre importantissime attivita' musicali del padre, da quella concertistica a quella compositiva sino allo studio fondamentale della decifrazione del „khaz", il sistema di notazione neumatica della musica armena. Un personaggio, quindi, poliedrico e geniale, al passo con le piu' avanzate ricerche musicologiche e con le avanguardie musicali della sua epoca. Sullo sfondo, l'attuazione del genocidio e la vita musicale dell'Impero ottomano.
Gregorio Bardini: flauto traverso, ottavino e flauto dolce

Paolo Longo Vaschetto: percussioni, pianoforte e chitarra

Registrato ad Adria (Agosto 2003) presso Arx studios

Tecnico del suono: Paolo Longo Vaschetto

Tutti i brani sono stati raccolti sul campo e successivamente trascritti e
pubblicati da Komitas.

Arrangiamenti a cura di Gregorio Bardini